L’emozionante storia di Aida Zayas

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Aida è volata da Miami fino in Italia per conoscere le sue origini. Un’emozionante viaggio che le ha permesso di scoprire non solo Padula, il paese in cui nacque suo nonno, ma anche tanti cugini alla lontana.

Non vedo l’ora di tornare a Padula e trascorrere del tempo con i miei affettuosi cugini. Non riuscirò mai ad esprimere davvero cosa hanno fatto per me Michele e il suo team, e spero che anche voi affiderete loro la vostra storia familiare.

 Essendo figlia unica con vaghi ricordi della mia infanzia in cui sentivo papà e i suoi fratelli scherzare e raccontarsi storie in italiano, ho sempre sentito che mancava un pezzo del mio cuore.

Sapevo che mio nonno italiano, Carmine, aveva lasciato Padula a metà dell’Ottocento per inseguire il sogno americano. Mio padre mi aveva regalato un suo ritratto, che ho esposto con orgoglio nella galleria fotografica di famiglia. Ma non sapevo molto altro. Perché e quando aveva lasciato Brooklyn, NY per Cuba? Lì incontrò mia nonna spagnola e mise su famiglia, ma mi è stato detto che parlava sempre dell’America. Sapevo che era per questo che i miei zii e i miei genitori si trasferirono nell’area di Miami negli anni ’40, dopo la sua morte.

I miei cugini ed io e abbiamo condiviso celebrazioni familiari con tradizioni cubane e italiane, ma sapevamo poco delle origini del nostro antenato paterno e del suo piccolo paese nel Sud Italia.

Con un viaggio in Italia già programmato per fine settembre insieme a mio marito, ho pensato che forse avrei potuto cercare le mie origini italiane.  Ma da dove cominciare? Mi sono imbattuta in un video su YouTube che mostrava un pompiere in pensione di New York riabbracciare un parente vivente a Padula. Il nome che aveva reso possibile quel sogno? Museo del Cognome. Dopo aver trovato il loro sito, ho scritto chiedendo se potessero aiutarmi. È iniziato così il mio viaggio.

TDurante quei mesi di primavera ed estate, li ho incaricati di fare una prima ricerca genealogica e un albero genealogico. Ci siamo scambiati email e io fornivo le poche informazioni che avevo. Ma non mi bastava! C’era ancora una famiglia a Padula? Ho chiesto loro di fare una ricerca attuale per trovare eventuali parenti viventi. Quando mi hanno detto che avevano trovato un cugino ero sorpresa e curiosa. Volevo informazioni più dettagliate, ma sentivo che stavano mantenendo un segreto. Abbiamo organizzato una visita di due giorni con un itinerario dettagliato, ma alcun incontro familiare era previsto. Mio marito e mia figlia erano scettici e mi consigliavano di non illudermi. Ma nel mio cuore sentivo che mi aspettava la sorpresa della vita.

Quello che è successo dopo ha cambiato la mia vita.

Il nostro spostamento da Salerno a Padula è stato organizzato da Michele e il suo allegro gruppo di ricercatori.

Abbiamo visitato la Certosa con Viviana, che ci ha fatto da guida in inglese. Poi Michele e Giusi ci hanno accompagnati in giro per il paese. Quando siamo arrivati all’hotel dove avremmo voluto alloggiare ma che era stato prenotato da un grande gruppo, mi sono chiesta perché fossimo lì. Ora, ripensandoci, ricordo lo sguardo di Giusi, che sembrava sul punto di scoppiare per la sorpresa che avevano preparato ma non potevano ancora svelare.

Entrando in questo incantevole hotel, son stata accolta da due splendide signore. Una era la co-proprietaria dell’hotel, l’altra sua zia. Immaginate lo shock quando mi hanno detto che erano mie cugine. Ho iniziato a piangere e ho raccontato loro che stavo imparando l’italiano su Duolingo da sei mesi. In quel momento è entrato un cugino ventenne che mi ha salutata con il classico bacio sulle guance. Ci hanno accompagnati nella sala da pranzo, dove si parlava in un mix di italiano e inglese. Mentre cercavo di realizzare ancora tutto, sono arrivati altri quattro cugini: presentazioni tra lacrime, abbracci e altri baci.

Mentre arrivavano vassoi colmi di cibo delizioso, c’era tanto da raccontare! Ho parlato della scomparsa dei miei genitori e di come ho sempre sentito che la mia storia fosse incompleta. Ho scoperto che erano tutti discendenti della sorella di mio nonno, rimasta a Padula, e naturalmente del nostro bisnonno comune, Domenico.

Michele e Giusi erano pronti con diagrammi e alberi genealogici, e tutti potevamo vedere come eravamo legati. Dopo un turbine di emozioni, era già tempo di salutare queste calorose ed affettuose persone. Non potevano credere che sarei partita il giorno dopo. Troppo poco tempo per un viaggio che vale una vita.

Abbiamo creato una chat di famiglia su WhatsApp e promesso di restare in contatto.

Poi siamo stati accompagnati a casa di una cugina che non aveva potuto partecipare al pranzo. Il mio cuginetto ci ha portati dalla sua nonna.

Lì abbiamo incontrato una dolce e affettuosa signora che conosceva tutta la storia di mio nonno e della sua vita a Cuba. Aveva foto e una cartolina da Havana ricevuta tanto tempo fa. Ha promesso di mandarmi presto quelle immagini. Abbiamo condiviso prosecco e dolci tra racconti di famiglia. Mi ha invitata a trascorrere il Natale con lei nella sua piccola casa, in futuro. Ci siamo salutate sapendo che ci rivedremo.

Poi siamo stati portati in una chiesa per vedere la statua della madonna del Carmelo, sull’altare, racchiusa in vetro. Mi chiedevo perché fossimo lì. Mi è stato chiesto di guardare da vicino l’iscrizione in lettere dorate alla base della statua. Il nome del mio bisnonno! Aveva donato la statua alla chiesa in segno della sua devozione alla Madonna. In quel momento ho capito perché sono sempre stata devota a lei, a Santa Teresa e alle sue carmelitane che hanno insegnato ai miei figli nella loro scuola a Miami. I legami ancestrali non sono solo fisici, ma anche spirituali.

Dopo una visita al Museo, siamo andati nell’ufficio del parroco, pieno di antichi registri familiari. Michele sembrava Sherlock Holmes mentre li sfogliava e trovava l’atto di battesimo di mio nonno.

Dopo una giornata emozionante, siamo stati accompagnati all’hotel Certosa per una cena deliziosa e il pernottamento.

Non riuscivo a dormire, travolta da tutto ciò che avevo vissuto e per la nuova famiglia appena incontrata.

Il giorno seguente siamo stati prelevati da Michele e Francesca per un’escursione in cima alla montagna e un’immersione nella storia del paese. Michele ci ha portati a vedere la piccola casa dove è morto il mio bisnonno, si vedeva la profonda gioia che Michele prova nel condividere la sua Padula.

Dopo una visita al cimitero per vedere le tombe della famiglia della mia prozia, tutto ha cominciato ad avere più senso: chi era chi e come tutti eravamo una famiglia.

Nel momento dei saluti, Giusi mi ha detto che non aveva dormito per l’emozione vissuta. Le ho detto che anche per me era stato così e ci siamo abbracciate in un gesto che diceva tutto. Le ho detto che lei, Michele e il loro team hanno una vocazione speciale, capace di cambiare la vita delle persone.

Arrivati alla stazione di Salerno, abbiamo abbracciato Michele e Francesca e li abbiamo ringraziati per l’esperienza che porteremo nel cuore per tutta la vita..

Non vedo l’ora di tornare a Padula e trascorrere del tempo con i miei affettuosi cugini. Non riuscirò mai ad esprimere davvero cosa hanno fatto per me Michele e il suo team, e spero che anche voi affiderete loro la vostra storia familiare.