15 motivi per affidarsi al Museo del Cognome

ALTRE STORIE

SEGUICI

CONTATTI

A cavallo tra giugno e luglio 2019, il Dottor Glenn Trezza ha deciso di visitare l’Italia, in particolare i luoghi dove avevano vissuto i suoi antenati. Si è affidato al Museo del Cognome per l’organizzazione del suo Ancestors Tour, e ci ha lasciato questo lungo e dettagliato racconto della sua esperienza.

Grazie Glenn, a presto!

Tra la fine di giugno e l’inizio di luglio 2019, mi sono concesso di realizzare un sogno che custodivo da tempo, visitare i paesi ancestrali dei miei nonni paterni: Giovanni Trezza di Padula, provincia di Salerno in Campania, e sua moglie Anna Elizabeth Tomaro, Brooklyn, nata a New York da immigrati provenienti da Isernia, Molise.

Ho trascorso una settimana a Padula, poi ho visitato le rovine di Paestum; diversi giorni li ho trascorsi in un beach resort frequentato da italiani, Santa Maria di Castellabate, e poi ho visitato il palazzo reale Borbone, “la Versaille italiana” a Caserta, vicino Napoli. Ho fatto poi tappa ad Isernia e Bojano, un paese vicino (da dove provenivano originariamente gli antenati paterni di mia nonna).  E ho infine concluso con una giornata intera a Roma.

Uno dei miei amici fisici a Boston mi disse “questo viaggio potrebbe davvero cambiare la tua vita”. Pensai tra me e me “certo, partire sarà grande, ma addirittura ‘cambiare la mia vita’ potrebbe essere un po’ un esagerazione”. Sono quindi grato di affermare che il mio amico fisico aveva ragione – sento che il mio Ancestors Tour con Michele Cartusciello e il team del Museo del Cognome, con sede a Padula, sia stata una delle esperienze più memorabili della mia vita. (un’altra mia amica fisica mi disse di provare il peperone dolce e sono lieto di dire che anche lei aveva ragione- erano buonissimi!)

1. La motivazione più importante per fare un Ancestors Tour sono le persone. 

Credo di non aver mai ricevuto un accoglienza più calorosa di quella fatta da Michele e il suo team al Museo del Cognome. Si prendono cura della logistica del viaggio ma si dedicano con altrettanta attenzione all’emozione dell’esperienza. Le mie guide sono state eccezionali e tutte molto diverse tra loro. Giovanna Vitale è stata gentile e serena, spiritosa e di una franchezza disarmante; Viviana Ricciardone è stata artistica, profonda e una persona dalla grande conoscenza e profondità emotiva. Giulia Panfili è stata intuitiva, ironica, solare e molto disponibile al dialogo. Sono stati tutti ottimi comunicatori e incredibilmente pazienti con le mie domande e i piccoli dubbi linguistici con la mia seconda (francese) e terza (italiano) lingua. Simona Uccella alla reggia di Caserta è stata frizzante, sapiente, travolgente e paziente; Maurizio Vignati al  museo nel palazzo Picinni Leopardi di Buonabitacolo è stato disponibile e ovviamente appassionato sul lavoro della sua vita: preservare le professioni esposte in quel luogo; Ad Isernia, Luca Inno è stato un tesoro ricco di informazioni e ottime connessioni; e Oreste Muccillo a Bojano è stata una coinvolgente fonte di sapere e con un gusto squisito nella scelta dei ristoranti.

Ad orchestrare il tutto, Michele Cartusciello e Giuseppina Dede. La voglia di vivere di Michele, la sua passione per la genealogia e la storia locale e familiare, e il suo entusiasmo nel provvedere a farmi vivere un esperienza stellare sono state fantastiche. La sua generosità e i suoi tocchi personali sono stati senza fine – mi ha persino invitato alla cena per il novantatreesimo compleanno di sua madre (e la signora Maria era adorabile). Giuseppina è il collante che tiene insieme l’intera esperienza. È un eccellente interlocutrice, tiene profondamente a cuore dell’esperienza dei suoi clienti, ed è stata accorte, organizzata e si è assicurata che tutti i piccoli dettagli trasparissero senza intoppi. Inoltre Michele e lei sono molto ingegnosi e vederli interagire era un po’ come guardare un gran duo comico. Dietro le quinte, Nicola Cestaro è stato davvero d’aiuto e molto simpatico, e Giuseppe Rienzo è stato un gran chauffer ed è coinvolto in una quantità di altre interessanti attività culturali. Ho avuto poche conversazioni con la nuova tirocinante Carmen Quaglia, ma è stata graziosa, entusiasta, d’aiuto, un po’ timida sul suo inglese (che tra l’altro era eccellente), e anche molto utile in ufficio e a scattare foto.

La generosità di Michele, la sua esperienza, le connessioni locali, la sua cucina!, e la sua conoscenza della cultura locale, storia e tradizione culinaria sono state inarrestabili. Continuava a farmi regali, portandomi da persone che a loro volta me ne facevano, e presentandomi a persone che in generale sembravano interessate a chi fossi e perché mi trovassi lì. Commentai dicendo che “nessuno è così buono con me negli States; nessuno è così buono con gli altri negli States!” ed è vero. Tutti erano interessati, accoglienti e sembravano davvero felici di conoscermi.  Quando sono andato via da Padula, le persone continuavano a ripetere “quando hai intenzione di tornare?”, e non sembrava essere una domanda retorica- sembravano davvero intendere “bene, ora sei in qualche modo parte della famiglia, quindi contiamo di rivederti presto!”. Persino l’anziana signora che vendeva pesche in piazza ad Isernia ha iniziato a dire “hello” vedendoci passeggiare, proprio come se fossimo diventati Isernini e parte del paesaggio interpersonale.

2. I tour con il Museo del Cognome sono autentici e una vera immersione culturale

Per gran parte delle due settimane sono stato l’unico americano che ho visto o incontrato (fino a quando non sono tornato a Roma) e la mia scarsa padronanza della lingua italiana è migliorata, e mi è stato ricordato che ho davvero un’ottima comprensione del francese parlato. È stato strano ricominciare a parlare inglese! Ed è stato divertente vedere tutti convinti che fossi canadese: “Aspetta, parla francese ed è nord americano? Deve essere canadese.” Inoltre Michele mi ha anche portato ad un festival locale di San Giovanni, in giro per ristoranti e in tutti i luoghi nascosti della città di Padula, così come nei siti più turistici. Ho incontrato molti locali, spesso in circostanze non pianificate e ho assaggiato anche molto cibo locale. Sono ancora Brooklynese, ma, adesso, sono anche padulese (ed isernino).

3.È stato meraviglioso viaggiare in posti dove il mio nome non è un problema

Trezza è formato da due piccole sillabe, ma ho trascorso la mia intera esistenza negli Stati Uniti sentendo il mio cognome scritto e pronunciato male, e segnato dal perpetuo “razzismo dello straniero” con domande come “è uno strano nome- da dove proviene?”. Per la prima volta nella mia vita – tranne forse ai tempi della Xaverian High School di Brooklyn, dove l’elenco degli studenti sembrava un elenco telefonico di famiglie napoletane – il mio nome non era un mistero: tutti lo riconoscevano, lo scrivevano e lo pronunciavano correttamente. Un dettaglio forse da poco, ma incredibilmente gratificante. E lo è stato ancor di più vedere sulla facciata della chiesa di San Giovanni Battista una placca che ne commemorava la ristrutturazione ad opera dei fratelli minori di mio nonno Giovanni Trezza, Giuseppe e Vincenzo, dopo la seconda guerra mondiale.

4. Un tour con Michele e il suo team aiuta a riscoprire la propria italianità.

È stato molto toccante per me sentire Giu Dede dirmi più di una volta “Ma certo che lo fai – sei italiano.” E sentire il fantastico Chef Filindo del Borgo Antico a Civita Superiore, vicino Bojano in Molise, dire di me: “Lui è italiano” è stato davvero lusinghiero. Ho davvero capito meglio il perché di alcune mie abitudini e usanze, e ho avuto più di un momento in cui ho pensato: “Ma certo!” mentre ero sotto le cure di Michele e del suo team. È stato emozionante anche fare un tour a Padula con il Signor Vincenzo Giordano del Museo dei Presepi (diorami artigianali di Natività e cultura locale), perché i miei nonni, che non ci sono più, amavano queste opere d’arte e avevano loro stessi presepi e “villaggi” fatti a mano.

5. Quando viaggi con Michele non ti sentirai mai fuori posto per amare la genealogia, la storia e la cultura.

È uno spirito affine per chi ha questa passione: incredibilmente preparato, generoso nei suoi racconti, nelle sue ricerche e nella pazienza con cui ha risposto alle mie infinite domande e alla mia voglia di vedere e sapere tutto.

6. Il cibo è straordinario

Michele è uno chef ed ex proprietario di ristorante, e mi ha preparato un pranzo delizioso. Lui e il suo team mi hanno anche portato in ristoranti eccellenti: enoteca Amaro Teggiano; la Locanda dei Trecento e pizzeria Lisa a Padula; O’ Pizzaiuolo a Isernia e Borgo Antico a Civita Superiore. Chef Filindo da solo vale il viaggio fino al Borgo Antico: è un vero showman, divertentissimo, e il suo cibo insieme all’atmosfera del ristorante sono indimenticabili.

7. Michele e il suo team fanno davvero di tutto per trovare parenti da farti incontrare, è questo uno dei momenti più emozionanti di un Ancestors Tour. Per me non è stato un incontro superficiale: sono stato accolto nelle case dei miei cugini sia a Padula che a Roma, e mi sono divertito moltissimo a condividere foto e ricordi con loro. Forse ho vissuto un esperienza ancora più speciale perché uno dei miei cugini è uno dei migliori amici di Michele, ma in ogni tour, in ogni paese, Michele si impegna con grande dedizione per mettere in contatto i suoi clienti con i loro familiari e creare legami nuovi e significativi tra parenti.

8. Scoprirai molte più informazioni genealogiche sulle tue famiglie.

Una visita mattutina nella cittadina vicina a Padula, Buonabitacolo, insieme a un libro sul censimento del catasto onciario del 1752 di Buonabitacolo, mi ha permesso di risalire di ben quattro generazioni nell’albero genealogico della mia trisavola Anna Agnese Bellezza.  A Isernia abbiamo trovato le date di nascita e morte della sorella maggiore di mia nonna, i suoi discendenti, e abbiamo anche visitato le tombe di famiglia nel cimitero di Isernia – grazie all’aiuto del Signor Nicola dell’ufficio cimiteriale, che è stato estremamente generoso con il suo tempo e la sua competenza nel guidarci nella ricerca. Mio prozio Romolo Leprini fu ucciso durante un bombardamento alleato su Isernia nel 1943, mentre gli Alleati cercavano di scacciare le truppe dell’Asse dalla penisola italiana. Il Signor Gabriel Venditti dell’Archivio Storico di Isernia è riuscito a fornirmi ulteriori informazioni su Zio Romolo, e la signora Maria Luisa del museo locale (originaria di Brooklyn come me!) mi ha aiutato a comprendere meglio il contesto storico della morte di mio zio e gli effetti della guerra sugli isernini. Mi sono sentito più vicino alle sofferenze del popolo italiano durante la seconda Guerra Mondiale, qualcosa che non mi sarei mai aspettato.

9.Il team del Museo del Cognome è estremamente attento alle tue esigenze individuali, oltre a visitare i paesi dei miei antenati, desideravo davvero vedere il Palazzo Reale dei Borbone, la Reggia di Caserta, nei dintorni di Napoli (ho un forte interesse per la storia politica e monarchica del Regno delle Due Sicilie), e volevo anche trascorrere qualche giorno rilassandomi al mare e passare un po’ di tempo a Roma. Michele e il suo team hanno organizzato tutto nei minimi dettagli, permettendomi di fare esattamente ciò che desideravo. Prima di partire per la località balneare, non avevo avuto modo di visitare il cimitero di Padula; Michele si è assicurato che ci fermassimo lì e scattassimo delle foto prima di lasciare il paese. Inoltre, non volevo guidare da solo tra i vari paesi, rischiando di perdermi. Il team ha sempre fatto in modo che fossi accompagnato agli eventi e ai luoghi da visitare, anche se ho avuto la sensazione che avrebbero rispettato la mia autonomia se avessi voluto spostarmi in modo più indipendente. Infine, quando la mia vecchia macchina fotografica non era compatibile con le moderne schede di memoria e rischiavo di tornare a casa con pochissime foto, Michele e il suo team mi hanno gentilmente fornito le copie degli scatti “promozionali” che avevano fatto alle guide e a me mentre visitavo Padula, Paestum, Caserta e Isernia. Gliene sono davvero grato.

10.Mi sono sentito davvero rispettato dal team del Museo del Cognome. Non mi hanno mai fatto sentire come “un americano stupido” e sono stati estremamente tolleranti nei confronti delle mie ingenuità culturali riguardo ad alcuni aspetti della cultura e delle consuetudini sociali italiane. In più, hanno davvero apprezzato le mie opinioni e hanno cercato di conoscere le mie impressioni e i miei consigli su come sviluppare il loro modello di business e i loro servizi in modo da renderli più interessanti per altri clienti nordamericani come me. Mi sono sentito davvero valorizzato e ascoltato.

11. Al Museo del Cognome si apprezza la bellezza, il piacere della vita e il tempo dedicato a gustarli entrambi. I paesaggi e le vedute erano splendidi, le persone erano splendide (dentro e fuori), il cibo era splendido e anche i prodotti artigianali erano di una bellezza unica. Ho avuto modo di ammirare le meravigliose creazioni dell’artista Carmine Pinto della GekoArt (lui si definisce artigiano, ma per me le sue creazioni sono vere e proprie opere d’arte), e di acquistare da lui dei bellissimi souvenir. Ho potuto anche apprezzare la maestria artigianale di Claudio Pozzi, creatore di eleganti articoli in pelle, e della sua cordiale moglie Antonella (e ora possiedo anch’io alcuni prodotti in pelle firmati Pozzi!)

12. L’Ancestors Tour mi è sembrato essere costantemente pieno di piccole sorprese.

Quando Michele e il suo team mi hanno portato a visitare la Chiesa del Monte Romito, in alto sopra Padula, il campanaro mi ha dato la possibilità di suonare personalmente la campana. Ho scherzato con Michele e il team dicendo “ah, giù in paese staranno dicendo ‘la campana al monte Romito suona ad un’ora insolita- dev’essere un altro americano pazzo in visita’”, insinuando che i turisti americani lo facciano spesso. Sono rimasto molto colpito quando mi hanno risposto: “oh no, mai, a dire il vero”, lasciando intendere che potrei essere il primo americano, almeno nella memoria recente, o forse di sempre, ad aver suonato la campana del Monte Romito. Può sembrare una sciocchezza, ma mi sono sentito davvero speciale ad aver avuto l’opportunità di fare qualcosa che forse nessun altro turista ha mai fatto.  E a Isernia, quando siamo scesi per una lunga scalinata al ristorante O Pizzaiuolo, pensavo che avremmo cenato in qualche buio seminterrato. Invece, siamo sbucati in un giardino rotondo all’aperto, con tanti tavoli, bellissime luci, una vista incantevole, cibo memorabile e un servizio eccellente- una serata magica e totalmente inaspettata. E poi, non ci si aspetta certo di incontrare il sindaco di uno dei propri paesi d’origine, soprattutto se sembra la star di un film- ma è successo anche questo, a Buonabitacolo (il sindaco Giancarlo Guercio è infatti un attore teatrale).L’Ancestors Tour mi è sembrato essere costantemente pieno di piccole sorprese. Quando Michele e il suo team mi hanno portato a visitare la Chiesa del Monte Romito, in alto sopra Padula, il campanaro mi ha dato la possibilità di suonare personalmente la campana. Ho scherzato con Michele e il team dicendo “ah, giù in paese staranno dicendo ‘la campana al monte Romito suona ad un’ora insolita- dev’essere un altro americano pazzo in visita’”, insinuando che i turisti americani lo facciano spesso. Sono rimasto molto colpito quando mi hanno risposto: “oh no, mai, a dire il vero”, lasciando intendere che potrei essere il primo americano, almeno nella memoria recente, o forse di sempre, ad aver suonato la campana del Monte Romito. Può sembrare una sciocchezza, ma mi sono sentito davvero speciale ad aver avuto l’opportunità di fare qualcosa che forse nessun altro turista ha mai fatto.  E a Isernia, quando siamo scesi per una lunga scalinata al ristorante O Pizzaiuolo, pensavo che avremmo cenato in qualche buio seminterrato. Invece, siamo sbucati in un giardino rotondo all’aperto, con tanti tavoli, bellissime luci, una vista incantevole, cibo memorabile e un servizio eccellente- una serata magica e totalmente inaspettata. E poi, non ci si aspetta certo di incontrare il sindaco di uno dei propri paesi d’origine, soprattutto se sembra la star di un film- ma è successo anche questo, a Buonabitacolo (il sindaco Giancarlo Guercio è infatti un attore teatrale).

13. Con tutto quello che si mangia con Michele e il suo team, l’Ancestors Tour è l’unico modo per non mettere peso. Tutte le passeggiate, le visite, le esplorazioni e la socializzazione che abbiamo fatto durante il mio tour hanno fatto sì che, pur non dimagrendo, non ho messo su nemmeno un chilo.

14. Un Ancestors Tour è un esperienza emozionante. Pensavo che, avendo perso i miei genitori – mia madre l’anno scorso soltanto- e visitando i paesi d’origine di mio padre solo dopo la sua scomparsa e quella di mia madre inglese/irlandese, mi sarei sentito triste e pieno di rimpianti. In realtà, ho scoperto che il tour è stato sì molto emozionante, ma anche che l’emozione principale che ho provato è stata la gioia. Michele e il team del Museo del Cognome trasmettono un senso di meraviglia e di entusiasmo per le personali odissee dei loro visitatori, e sembrano davvero orgogliosi di riuscire a portare felicità e realizzazione a chi partecipa.

15. Un Ancestors Tour è una vera celebrazione e ti ritroverai riluttante a partire. Vorrai tornare – e non tra vent’anni. Scoprire le proprie radici è sempre qualcosa di potente, ma riconnettersi con esse in modo così profondo, sfaccettato e culturalmente illuminante come accade con un Ancestors Tour del Museo del Cognome è qualcosa di più: è una vera e propria rinascita dell’anima, che ti accompagnerà per tutta la vita. Non aspettare- prenota subito il tuo Ancestors Tour. 😊