Lidia Poët e l’emancipazione femminile

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mercoledì 8 Marzo 2023
mercoledì, 7 Febbraio, 2024

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Questo è l’atto di nascita di Lidia Alexandrine Poët, nata a Traverse (un piccolo comune oggi frazione di Perrero, nel Torinese) il 26 agosto 1855 da Jean Pierre Poët, figlio del fu Thomas Poët e da Marianne Richard, figlia del fu François Richard.

La storia e le avvincenti avventure della prima donna scritta all’ordine degli avvocati di Torino sono state portate alla ribalta da Netflix, con la serie “La legge di Lidia Poët”. Appartenente ad un’agiata famiglia valdese che le permise di intraprendere gli studi liceali a Mondovì, Lidia Poët fu tra le ideatrici del moderno diritto penitenziario e pioniera per l’emancipazione femminile. Nel 1881 si laurea in Giurisprudenza discutendo la tesi dal titolo: “Studio sulla condizione della donna rispetto al diritto costituzionale ed al diritto amministrativo nelle elezioni”.

Nonostante la laurea e il superamento delle prove per l’esercizio della professione forense non le fu permesso iscriversi all’Albo degli Avvocati in quanto donna; il dibattito accese gli animi fino a superare i confini italiani. Non si arrese e iniziò a lavorare nello studio legale del fratello, benché non ufficialmente.

Grazie al suo impegno nacquero i tribunali per i minorenni, il cui fine divenne il recupero e il reinserimento nella società invece dell’inflizione di una pena. Partecipò a conferenze in numerosi Congressi Femminili, lottando per la piena emancipazione, la parità tra i generi e il suffragio universale. Solo nel 1920 in seguito all’abolizione dell’autorizzazione maritale riuscì ad iscriversi all’Ordine degli Avvocati di Torino, all’età di 65 anni.