Antonio Vegliante, un padulese che ha lasciato il segno

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mercoledì 28 Dicembre 2022
mercoledì, 7 Febbraio, 2024

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Antonio Vegliante nasce a Padula (Salerno) il 15 gennaio del 1866, da Angelo Maria Vegliante e Maria Giuseppa Cardillo (foto 001, 002) . La famiglia viveva in Strada San Francesco.

L’8 febbraio 1894, nella Chiesa Madre di San Michele Arcangelo, sempre a Padula, Antonio Vigliante sposa Raffaela Fiore figlia di Alfonso e Irene Pisano (foto 003).

Il 19 aprile 1894, la coppia sbarca a New York (USA) dopo una lunga traversata iniziata dal porto di Napoli a bordo della nave Kaiser Wilhelm II (per informazioni www.norwayheritage.com) (foto 004).

Nel censimento americano del 1905, la famiglia risulta così composta: Antonio, di anni 36, lavoratore alla giornata, Raffaela, di anni 28, casalinga, Angelina, di anni 10, Henry di anni 7, Angelo di anni 5, Ida di anni 3, Ernest di mesi 8 (foto 005).

Nel censimento del 1910 (foto 006), dove c’è anche Helen di anni 3 come figlia, Antonio risulta già impiegato nei servizi funebri. Il censimento del 1940 (foto 007), invece, l’azienda funebre è di sua proprietà. La foto 008 è un documento del 1926 che ci indica proprio l’azienda. Nel 1937 si tiene un grande ricevimento in suo onore al ristorante da Joe’s a Brooklyn ( foto 009).

Antonio Vigliante muore 25 anni dopo, nel 1952 (foto 0010).

Ma non è finita qui. Il padulese Antonio Vegliante insieme a Nicola Maffei da New York (fonte: libro “I Frati minori a Padula dalla prima metà del ‘400 alla seconda metà dell ‘900”di Padre Carmelo Corvo), è tra i maggiori donatori con lire 710,50 solo dopo dei Sacerdoti di diverse Diocesi e del Sig. Antonio Ferrara dal Messico (di cui parleremo in futuro) e del Clero di Padula per l’acquisto del Convento di San Francesco in Padula (9 novembre 1896). Il promotore era il Padre Francesco Maria da Padula al secolo Antonio Francesco Giuseppe Vegliante nato il 5 marzo 1828 da Michele e Domenica Breglia (foto 0011). Lui risulta zio del nostro Antonio.

Ci teniamo a ringraziare il cugino padulese Paul Maina per la concessione di alcune immagini.